I racconti di anoressia rabbiosa

Il nostro editore non vuole che comunichiamo, scriviamo o mandiamo notizie sui nostri libri, senza averli prima letti. E’ il vantaggio di lavorare per chi ama davvero quel che fa. Così incontri pagine ma anche storie. Che colpiscono, lasciano un segno. Come le testimonianze dirette delle pazienti nel libro “Anoressia rabbiosa” di Luciano Peirone ed Elena Gerardi. In libreria è uscito giovedì scorso….nelle nostre vite è entrato da un po’ di più!

BUTTAR DENTRO E FUORI. Come quella sera in cui mi ritrovai a leggere: “Mangiare, che schifo! Vomitare, che sollievo”. Una paziente nel libro racconta: “Ho mangiato, mangiato, mangiato! Non potevo fare diversamente in quel giorno di festa con tutto il parentado a guardarmi. E poi avevo anche fame ed ero anche arrabbiata con me stessa, perhé avevo fame. Mangiavo e mi facevo schifo. Più sentivo schifo e più mangiavo, come se fossi bulimica. Poi, quando nessuno più badava a me, sono corsa a vomitare, a liberarmi….Che sollievo!”.  Ho iniziato così a capire il perché di quel titolo rabbioso su esseri che, fino a quel momento, avevo sempre visto come foglie sbattute dal vento, inermi, non aggressive.

UNO CONTRO TUTTO. “Cheppalleee!!!”, gridava verso i miei occhi un altro racconto. “No, non lo direi mai al mio ragazzo, che non ho voglia di scopare, ci mancherebbe! Mi mollerebbe subito. Lo faccio e basta. Che scemo credere che sia pazza di lui, soltanto perché gli apro le gambe ogni volta che vuole e gli faccio pure credere che mi piace! Come fa a piacermi, se non provo niente di niente? L’Orgasmo? E chi l’ha mai incontrato? Che palle! Mi piace soltanto, perché così non sono da sola. Che palle anche lui! Mi piace farlo contento, così non rompe tanto con la storia che sono magra. Per me il sesso è come il cibo, ne farei volentieri a meno! Tra lui e i miei genitori sono proprio dei rompicolgioni. Tutti a chiedermi qualche cosa. Tutti a dirmi che cosa dovrei fare e che cosa non dovrei fare. Tutti a darmi consigli non richiesti su come dovrei essere. Che razza di rompicoglioni tutti quanti! Che palle! Cheppalleeee!!!”. La rabbia ha ingessato e congelato i sentimenti di questa ragazza. Che amarezza pensare a quante di queste storie restano chiuse nell’esperienza dei singoli, senza che gli altri se ne accorgano o ne arrivino a capire il dramma più profondo.

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Una risposta a I racconti di anoressia rabbiosa

  1. Redazione scrive:

    Una delle caratteristiche fondamentali del volume di Peirone e Gerardi è proprio il continuo contatto con la quotidianità clinica e con I portati reali della malattia anoressica, con le sue storie, I suoi drammi, la sua rabbia nascosta.
    E tutto viene raccontato con un linguaggio “reale”, concreto e comprensibile da tutti, specialisti e non, pur conservando per intero la sua correttezza scientifica.

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